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Visualizzazione post con etichetta [Ps3] Recensione. Mostra tutti i post
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mercoledì 15 settembre 2010

John Marston...


Credo che Red Dead Redemption sia il picco più alto raggiunto da Rockstar.
Credo che ognuno di noi debba seguire e innamorarsi di questa storia, di questi personaggi così caratterizzati, così vivi seppur estremizzati nei loro comportamenti e nelle loro follie.
Forse ognuno di noi troverà qualcosa in comune con il protagonista o con uno dei numerosi personaggi secondari che incontreremo nella storia; partendo da John Marston, una persona semplice e poco colta, legata ad un passato da cui non si riesce a fuggire, da cui è difficile redimersi, e forse non basta neanche giustificarsi dicendo che si commettevano grossi crimini solo per aiutare i poveri. Sarà vero poi?
Quando John sarà lasciato a morire dalla sua banda dopo una rapina andata storta, comincerà il lungo viaggio dedicato in cerca di vendetta o in cerca di se stessi, ma con lo scopo di poter finalmente vivere una vita serena, senza sensi di colpa e ovviamente scontare i suoi crimini di fronte alla legge.
Legge che, attraverso il suo massimo rappresentate, tale Edgar Ross, vuole ripulire la città dal crimine e garantire la pace e la civiltà; così il rapimento della famiglia di John sarà una condizione necessaria di ricatto per ottenere i nostri servizi, oltre a quella ovviamente di scontare i nostri crimini di fronte alla legge.

Lo sfondo sarà quello di un selvaggio west nel periodo in cui qualcosa sta cambiando, la tecnologia e la civiltà si stanno imponendo con la forza e con l'inganno ad opera dell'uomo bianco.
Inutile dire che il paesaggio, l'ambientazione riprodotta, lo stile e l'atmosfera sono eccezionali. Incredibili in quanto a vastità, cura nei dettagli...il lavoro svolto ha richiesto molto tempo, un grosso investimento di denaro (per questo titolo la Rockstar ha dichiarato di aver speso 100 milioni di dollari) e il risultato è tutto dalla loro parte.

Chiunque abbia giocato un qualsiasi titolo di questa storica software house o un gta si troverà subito a proprio agio nei panni di John Marston. Il gameplay infatti è quanto di più vicino alla serie di quanto si possa immaginare, con decine e decine di missioni, personaggi, extra, sfide...di carne al fuoco ce n'è molta ed anche se deciderete di seguire solamente l'ottima storia ne avrete per oltre 20 ore.
Farsi rapire dagli eventi, dalla richiesta di aiuto dei numerosi e bizzarri personaggi sarà facile e le ore a cavallo nelle lande desolate americane voleranno come non mai.

Red Dead Redemption è un gioco da vivere, da giocare con calma, storia e dialoghi sono importanti per capire il passato di ogni persona, cosa li spinge ad andare avanti, i loro sogni e le loro speranze; è un gioco in cui perdersi nelle missioni secondarie o semplicemente passeggiando in mezzo alla meravigliosa natura incontaminata tra paesaggi evocativi che trasmettono un'incredibile voglia di essere lì.

Niente texute, grafica e frame rate: ciò che mi rimarrà di Red Dead Redemption sarà la sua storia, la vita di John Marston.
[9/10]

martedì 31 agosto 2010

Gioco demm....


Nonostante lo stile e l'atmosfera siano riusciti e un filino originali, benchè l'ispirazione sia evidente, costruire un intero gioco su un paio idee, peraltro non profondamente e finemente sviluppate, ben presto finisce per mostrare evidenti limiti.

Così Wet è piacevole le prime due orette e nei panni di un'affascinante killer ci troveremo coinvolti in una storia di sangue e tradimenti. Storia tra l'altro che ho trovato noiosa e mal narrata/sceneggiata.
Pistole e katane, bullet-time e fasi platform sono gli ingredienti alla base di questo action. Che non sarebbe neanche tutto da buttare se non fosse che alcune sessioni risultano tremendamente noiose e frustranti, dall'imprecisione di alcune collissioni alle scelte infelici di game-design.
Come dicevo, la mancanza di idee ben presto viene a galla e dopo poco, uccidere nemici su nemici (peraltro molto simili tra loro in quanto a design e comportamento) attivando il bullet time mentre si compiono acrobazie finisce per stancare il giocatore presto. Bisogna anche uccidere con stile e inanellare combo e uccisioni premia il giocatore, ma sinceramente non si sente neanche troppo il bisogno di impegnarsi più di tanto. In alcuni punti si attiva una sorta di modalità "ultra", in cui Ruby, la nostra protagonista su uno sfondo visivo rossastro e quasi monocromatico diventa come una belva capace di abbattere orde di nemici con un paio di colpi.
Le 7/8 ore necessarie per portarlo a termine mi sono sembrate un'eternità e non vedevo l'ora che finisse per togliermi come un peso...il segno che qualcosa non è andato per il verso giusto è evidente e l'averlo pagato due soldi è solo una magra consolazione.

Altre sezioni infine sono basate esclusivamente su quick time event.
Piacevoli diversivi, spesso però risultano poco ispirati o divertenti, risultando anch'essi ripetitivi e spesso forse anche ridicoli a lungo andare.

Chiudo qui, spendendo giusto due righe sul comparto tecnico che nonostante lo stile e l'atmosfera apprezzabili, mostra una realizzazione in generale datata e poco curata, figlia di un budget ridotto e di una relativa incapacità/svogliatezza dei programmatori.
Titolo decisamente passabile questo WET, nonostante ora sia recuperabile a prezzo stracciato, mi risulta molto difficile consigliarlo.
[5/10]


mercoledì 11 agosto 2010

Demon's Souls: capolavoro?


L'averci dedicato oltre 40 ore può far capire quanto rulli questo Demon's Souls, gdr-action esclusiva Ps3.
Un po' gdr, un po' mmorpg se vogliamo...attraverso la solita storia fatta di demoni e città da salvare, saremo chiamati a distruggere molti demoni lungo un percorso veramente arduo anche perchè in Demon's Souls la morte acquista un valore notevole.
Ma andiamo con ordine.
Scelto il nostro personaggio, impostato il fisico e la classe di appartenenza, dopo un brevissimo tutorial ci troviamo subito nella realtà del gioco: l'esperienza si accumula assorbendo le anime dei mostri che uccideremo e questo è l'unico modo per far crescere le caratteristiche del nostro personaggio (forza, destrezza, intelligenza ecc...) ed è anche l'unica moneta di scambio all'interno del gioco.
Morendo (il che avverrà spesso) si passa in forma di anima e si avrà l'occasione, una sola volta badate bene, di recuperare le anime accumulate fino a quel momento tornando nel punto esatto dove siamo morti. Il problema è che:
- in forma di anima avremo il 50% di hp in meno (70% circa equipaggiando un anello)
- saremo rispediti all'inizio del dungeon
- TUTTI i nemici torneranno al loro posto.
- la difficoltà aumenterà con l'aumentare delle volte che moriremo in forma fisica.
Il mondo è influenzato dalle nostre azioni, compiere azioni buone, uccidere i boss, sposta il mondo verso il lato bianco, mentre morendo ed eseguendo azioni malvagie sposterà il mondo verso il lato nero, con nemici più difficili e più esperienza.
Sistema decisamente originale quanto bastardo, se inizialmente prenderete mazzate a destra e sinistra e morire sarà una cosa all'ordine del giorno...abbiate pazienza, avanzate con cautela, studiate il nemico, trovate il vostro stile di combattimento, potenziate il vostro personaggio appena potete, expate, grindate...insomma, l'impegno richiesto sarà notevole ma alla fine verrete ampiamente ripagati: sconfiggere un enorme boss, colui che, dopo essersi fatto due risate vedendoci e in seguito averci fatto mooooooolto male, vi darà una soddisfazione enorme.
Non da ultimo, conoscere il profondo e abbastanza tecnico combat system sarà fondamentale per la vostra sopravvivenza.

Giocando collegati alla rete, Demon's Souls fa un uso particolare dell'online, ci capiterà per esempio di imbatterci in messaggi e consigli lasciati da altre persone, oppure in macchie di sangue che ci faranno vedere se vogliamo, il modo in cui è morto qualcuno lì, fornendoci quindi un ottimo consiglio per evitare di fare la sua stessa fine.
Non sono tutte rose e fiori però: giocando il livello in forma umana, il nostro mondo (se con il nostro boss ancora in vita) potrà essere invaso da qualche spettro nemico (più o meno del nostro stesso livello di esperienza), il quale avrà il solo scopo di farci la pelle.
Questo perchè, in forma di spettro, per recuperare la forma di vita sarà necessario:
- uccidere un boss
- usare una pietra abbastanza rara e cara
- invadere un mondo nemico e uccidere il suo inquilino.

Graficamente il titolo è molto buono, non raggiunge forse il massimo visto sulla console Sony, ma stile, ambientazione, modelli poligonali (soprattutto dei boss) e animazioni sono veramente notevoli.

Demon's Souls non è un gioco per tutti: è difficile come una volta, bastardo come non mai, richiede tempo, impegno e molta pazienza, ma può ripagare il giocatore con grandissime soddisfazioni.
Personalmente è stato uno dei giochi che più mi ha preso in questa generazione e volendo il tempo che gli ho potuto dedicare potrebbe come minimo raddoppiare se mi dedicassi al raggiungimento dei trofei mancanti, alla ricerca delle armi più rare, a scoprire le altre classi e al multiplayer competitivo...
[9/10]

venerdì 2 luglio 2010

Il lato oscuro di Zelda


La versione "oscura" della storica saga Nintendo è sicuramente questo Darksiders. Diverse volte qualche software house si sarà ispirata alle avventure di Link ma finalmente qualcuno è riuscito a farne sua l'essenza.

Darksiders si presenta come un gioco di azione/avventura in terza persona, con una fortissima e ispirata ambientazione fantasy curata e diretta da Joe Madureira, fumettista di fama mondiale che ha nel suo curriculum anni di esperienza presso la Marvel. Subito quindi, è facile notare questa impostazione "apocalittica" della sceneggiatura e delle ambientazioni, veramente originale, riuscita e piacevole, capace di tenere sempre alta la curiosità del videogiocatore.

Nei panni di Guerra, uno dei 4 cavalieri dell'Apocalisse, ci troveremo immersi in un circolo fatto di guerra e tradimenti tra Angeli e Demoni, il Bene e il Male.
Alla base di tutto ciò per fortuna troviamo un gameplay solido e appagante, condito da un ottimo sistema di controllo a base di dungeon "zeldosi", esplorazione e combattimenti. Tutto funziona bene, i comandi rispondono in maniera rapida e precisa, i combattimenti sono un po' troppo da button smash e alla lunga un po' ripetitivi forse, ma è chiaro che questo aspetto non è la qualità princilale del gioco.
Arrivati nel primo dungeon, sarò subito chiara l'ispirazione presa da Zelda di cui ho già accennato: porte, chiavi, scrigni e oggetti come boomerang, bombe e quant'altro saranno subito familiari nella meccanica a chi ha già avuto modo di giocare qualche avventura nei panni di Link.
Benchè manchi un po' di originalità quindi, il tutto fila via in maniera fluida e impegnativa, presentando comunque enigmi propri e sicuramente intelligenti, originali e impegnativi quanto basta. Alla fine ci attenderà il classico boss che necessiterà di strategie ben precise, che spesso richiederanno l'utilizzo del nuovo oggetto da poco recuperato.

Niente da dire sul lato tecnico, nonostante il gioco non faccia gridare al miracolo e il framerate non sia solidissimo, Darksiders si fa notare e apprezzare per il lato artistico e stilistico e diciamo che in generale il lavoro svolto è molto buono, fatto con cura e attento ai particolari.

Il gioco è lungo, impegnativo il giusto (soprattutto a livello difficile), gratificante e profondo, insomma stoDarksiders è stato una piacevole sorpresa. Per portarlo a termine a livello difficile ho impegato circa 17/18 ore effettive, veramente niente male considerando il genere di appartenenza. Nella prima passata ho sbloccato circa il 75% dei trofei, ottenendone molti d'oro e sinceramente non vedo molto interesse per una seconda avventura.
Il gioco, oltre che nella versione Ps3 da me giocato, è disponibile su Xbox 360 e a settembre arriverà in edizione pc.

Complimenti a Vigil Games, ci vuole anche coraggio per tirare fuori dal nulla un titolo del genere senza affidarsi a seguiti...
La qualità è alta e titoli così non possono che essere premiati con l'acquisto.
(8.5/10)

sabato 12 giugno 2010

Musou mavaff...


Quella di vedere un gioco a tripla A dedicato a Ken il guerriero sembra una chimera e quest'ultimo Hokuto no Ken: Musou, sviluppato da Koei Tecmo conferma la maledizione che da anni si abbatte sul mitico Kenshiro.

C'è poco da dire su Musou: non ce la faccio ad andare avanti. Potrei chiudere qui.
Quando un gioco è sviluppato da una software house non propriamente affidabile diciamo in termini di gioconi e innovazioni e con un budget sicuramente non all'altezza, il risultato è un gioco privo di idee, di mordente, dal gameplay soporifero.
Ambienti spogli e un level design piattissimo sono le aree che fanno da sfondo alle battaglie di questo picchiaduro a scorrimento. C'è di buono che il gioco segue, non in maniera profonda come il fumetto chiaro, tutta la storia, da quando Ken viene soccorso morente in mezzo al deserto da Lynn (mi sembra :D ) fino a...

Tutto è rovinato da un combat system lento e macchinoso, meno profondo di una pozzanghera.
Le combo a disposizione del nostro eroe si contano sulle dita della mano, ma tant'è che ne basta una per fare fuori qualsiasi cosa si muova. L'ia dei nemici è praticamente assente, ti accerchiano e si fanno menare rimanendo pressochè immobili, riuscendo a sferrare qualche colpo dopo diversi secondi di inattività totale.
Spesso li si può osservare mentre saltellano da una parte all'altra dello schermo, senza nessun particolare motivo...una cosa al limite del ridicolo.
La situazione migliora, ma veramente di poco eh, con i boss che riescono almeno ad offrire il minimo tasso di sfida.

C'è altro con cui poter smanettare nel gioco, come un un sistema di acquisizioni di presunte nuove abilità, che mi è rimasto oscuro a causa della massiccia presenza del giapponese.

Non ho molto altro da dire, se non che Musou è uno dei giochi più brutti a cui abbia mai giocato...e vi assicuro che ne ho giocati di vg.
Sicuramente conta il fatto che la delusione è stata doppiamente forte visto il protragonista del gioco.
Aspettate di trovarlo nei cestoni, se proprio volete sbadigliare in compagnia del leggendario Ken il guerriero.
(3/10)

lunedì 22 marzo 2010

Parola d'ordine: vendetta.


Mi aspettavo tanto da God of War III e per certi aspetti sono rimasto sorpreso e meravigliato.
Ma andiamo con ordine.

Non c'è voluto molto per elevare la serie sul trono dei migliori action game di sempre, complice la formula che fin da subito ha attirato milioni di giocatori, a base di violenza, spettacolarità e il carattere così forte e duro di Kratos, il protagonista.
Ci si aspettava un episodio che concludesse con il botto la trilogia iniziata su Playstation 2...e il botto c'è stato.
Quando un gioco così atteso si presenta con un comparto tecnico allucinante è facile lasciarsi andare a facili entusiami.
I primi due episodi ci hanno deliziato con una partenza che nei primi momenti di gioco butta il giocatore subito nella mischia, in situazioni così immense, cariche di adrenalina e spettacolari che quasi stordiscono il videogiocatore; anche con God of War III quindi ne vedrete delle belle fin da subito...
Dicevo...il motore grafico è massiccio, imponente, spettacolare, definito, a tratti si ha l'impressione di osservare dei filmati, l'effetto è quello di avere computer grafica in tempo reale...e potrei proseguire parlando della splendida illuminazione, degli incredibili filmati, la direzione artistica impeccabile...in generale è il meglio che si possa vedere su console.
Una qualità così elevata però non sarà costante durante tutta l'avventura, ma ripeto, a tratti vi farà rimanere a bocca aperta.

Purtroppo, mi riallaccio al discorso di prima, è facile lasciarsi andare a commenti entusiastici con un motore grafico così ma sinceramente credo che il gameplay non abbia seguito di pari passo l'evoluzione tecnica: chiariamo, la formula è pressochè identica, quel mix di combattimenti più spettacolari che profondi e tecnici, fatti di nemici che spesso, a livello di difficoltà normale, sono più carne da macello che degni avversari; qualcosa in questo senso bisognava forse migliorare...
Ritroveremo i soliti enigmi, forse meno impegnativi che in passato, che spezzano un po' l'azione e la rendono varia ma...boh io avrei preferito qualche combattimento in più, spesso le pause sono un po' troppo lunghe. Il fatto è che quando si entra nel vivo dell'azione, si affrontano gli splendidi boss, il gioco riesce a prenderti in maniera incredibile, la spettacolarità e la brutalità dell'azione raggiungo livelli incredibili e così queste pause proprio non le sopporto.
Qualche novità c'è ovviamente, per esempio troveremo due nuove armi, una magia diversa a seconda di quella equipaggiata, l'arco e diversi accessori più o meno importanti...ma mi sarei aspettato qualcosa di più a livello di profondità, combo e intelligenza artificiale dei nemici.
Gli scontri con i boss sono esaltanti e spettacolari, mai frustranti, infarciti dalla solita dose di quick time event, sempre giusta e ben dosata, che concludono gli scontri con la spettacolarità che meritano.

La storia filerà liscia senza particolari colpi di scena fino alla fine, così come l'avventura principale non richiederà molto tempo per essere portata a termine la prima volta.
Il primo giro ho impiegato otto ore abbondanti per terminare il gioco, oggettivamente non sono moltissime, ma saranno otto ore intense e soddisfacenti. Rispetto ai precedenti episodi in questo senso, God of War 3 dura meno, ma difficile chiedere di più a Kratos.
Terminato il gioco ci sarà data la possibilità di giocare particolari sfide all'interno di un'arena: bisognerà uccidere i nemici entro un determinato tempo, usare solo un arma ecc...cose interessanti e impegnative che ci porteranno via altro tempo, a tratti qui la difficoltà è elevata e la ricompensa per portarle a termine tutte sarà un bel trofeo d'oro.

La qualità in generale è elevatissima...God of War 3 è, nonostante non porti miglioramenti netti o novità eclatanti alla sua formula di gioco, uno dei migliori titoli di questa generazione, la degna conclusione di una trilogia di grandissima qualità, la vendetta di un eroe che è entrato nel cuore di ogni appassionato videogiocatore.
[9.5/10]

giovedì 11 marzo 2010

Ho un debole per...


...Insomniac e i loro giochi: se Resistance è di colpo diventata una delle mie serie fps preferite di sempre, non posso fare a meno ogni volta di spolpare il Ratchet&Clank di turno.
Ratchet&Clank: a spasso nel tempo è il terzo capitolo di una trilogia iniziata su Playstation 3 che ha visto i nostri due eroi finire per essere separati...toccherà a Ratchet ora attraversare l'universo per salvare il suo amico Clank.

Come sempre, ritroveremo la vincente formula action platform a base di armi divertenti e fantasiose. In realtà, seppur le novità da inserire in questo contesto non siano moltissime, ogni volta c'è qualcosa che mi spinge a finire e spulciare totalmente ogni episodio.
Questo Ratchet e Clank, nonostante un motore grafico non all'altezza delle migliori produzioni e forse, per certi aspetti inferiore ai primi due episodi su Ps3, si lascia giocare con molto piacere, diverte, tiene sempre alto l'interesse e la voglia di andare avanti, di provare le nuove armi, aumentarne l'esperienza, salire di livello...e poi la storia ed i filmati sono sempre spassosi, soprattutto alcune gag del Dottor Nefarious non mancheranno di strapparvi più di un sorriso.
Personaggio simpaticissimo, sarà veramente capace di tenere alta l'attenzione durante i filmati che lo vedono protagonista.

Tecnicamente quindi non siamo all'altezza del resto anche se lo stile tipico della serie c'è tutto, quindi avremo un motore fluido e veloce, ancorato a 60 fps, ma sempre molto semplice, leggero, che forse necessiterebbe di un rinnovo...il tempo passa e il primo episodio ebbe un impatto decisamente notevole allora e , ripeto, lo ricordo superiore a questo per certi aspetti.

Ciò che importa e che conta è comunque il gameplay, il cuore della serie in fondo è questo, e ciò gli riesce sempre bene. Ritroveremo decine di armi molto spassone, da semplici pistole a rospi che ruttano, buchi neri e così via. Questa volta le armi, oltre ad aumentare come sempre di livello e acquisire caratteristiche migliori di potenza, velocità, danno ecc...saranno in parte customizzabili. Solo ricevendo o trovando il relativo progetto, sarà possibile quindi modificare qualche arma, non tutte sono customizzabili, in modo da avere un quella più adatta al nostro stile o al momento.
C'è da dire che non ho apprezzato molto le sezioni (relativamente poche per fortuna) nelle quali si deve utilizzare solo Clank: queste risultano decisamente poco ispirate e divertenti, con il robottino che si rivela più lento e meno appagante di Ratchet. Credo che queste sezioni siano la parte debole di un gioco che nel complesso si rivela decisamente ottimo.
Se affrontato con relativa calma, esplorando e raccogliendo tutto il possibile, R&C saprà tenervi incollati al pad per molto tempo, personalmente ho impiegato circa 15 ore per completare il primo giro raccogliendo tutto il possibile e portando a termine le missioni secondarie; se tenete conto che per ottenere il trofeo di platino di cui parlavo prima bisogna portarlo a termine due volte, A Spasso nel Tempo vi porterà via una ventina di ore.

Gioco spassoso, divertente, longevo...la formula convince e appaga il videogiocatore di ogni età.
(8.5/10)

giovedì 25 febbraio 2010

Nell'inferno dantesco...


...ci sono troppe leve, alcune sezioni posso essere frustranti, i demoni sono idioti e il combat system è relativamente troppo semplice e poco profondo... :D

Ho voluto dare un tocco di originalità nel cominciare a scrivere qualcosina sul tanto atteso, pubblicizzato e chiacchierato Dante's Inferno; e in questo tocco di originalità ho citato in particolare quelli che sono i difetti principali di questo action game.

I Visceral Games, programmatori dietro Dante's Inferno, dimostrano di saperci fare, attingendo però a piene mani da God of War, ma creare un action game che possa soddisfare chiunque, o magari un palato raffinato come il mio, non è così semplice. Dante's Inferno è un action game per il mercato, per la massa e il fulcro del genere, il combat system, si rivela ben presto non all'altezza: poche combo, nemici che offrono una blanda sfida...possibilità praticamente di abbattere chiunque imparando due mosse in croce, tasto per la parata utilizzato pochissimo...chiaro che il gioco poi va ad offrire anche altro, sezioni platform, enigmi...ma il tutto resta legato alla semplicità di fondo, atta a soddisfare un mercato il cui target del gioco era ben evidente. Il richiamo ad una grandissima opera letteraria come la Divina Commedia di Dante Alighieri mostra ovviamente evidenti limiti e non aspettatevi niente se non riferimenti leggeri legati ai gironi infernali, qualche personaggio principale della Commedia e niente altro. In fondo in fondo se vogliamo...a noi, guerriero crociato toccherà il compito di salvare la nostra amata Beatrice, "rapita" da Lucifero a causa di uno strano patto che lei ha fatto con lo stesso.

Ho apprezzato molto il comparto tecnico, ancorato a 60 fps con buoni modelli poligonali e relative animazioni, più che altro per lo stile con il quale è stato realizzato l'Inferno, a tratti semplicemente spettacolare: sembra veramente di essere li, con le anime dei peccatori lacerate dai demoni, che urlano, cadono nel vuoto infinito e vagano senza una meta...le chicche sono un po' ovunque e in generale la qualità è decisamente elevata anche se ovviamente nel corso dell'avventura non sempre sarà costante.
Sono rimasto anche abbastanza soddisfatto in generale dalle musiche e dagli effeti audio.

L'avventura principale è un po' breve, io ho impiegato circa 7 ore...abbastanza generosi sono i trofei/achievement che sbloccherete al primo colpo.
L'ho ricominciato al massimo livello di difficoltà, ora le cose cominciano a migliorare ma purtroppo anche così il combat system non diventa raffinato e tecnico come speravo e poco dopo l'ho abbandonato, forse definitivamente.

Dante's Inferno ha saputo sfruttare l'hype puntando sulla spettacolarità dell'azione, dei filmanti, sul richiamo di un'opera così importante e sulla massiccia campagna di marketing messa su da Ea. Il videogiocatore vecchio e stanco, amante di Ninja Gaiden, Bayonetta e compagnia non ci metterà tanto a rimanere un po' deluso dal gioco...tutti gli altri comunque troveranno un action game di tutto rispetto, ma siamo decisamente lontani dal capolavoro che ci aspettavamo e auguravamo un po' tutti.
(7.5/10)

giovedì 31 dicembre 2009

Il primo PixelJunk non si scorda mai...


Il sottotitolo "shooter" non deve trarre in inganno...questo PixelJunk è meno sparacchino di quanto il titolo lasci intendere nonostante la classica impostazione a due levettte tipica del genere.
Soli in questo luogo fantastico, a bordo della nostra navicella dovremo portare in salvo i nostri amici rimasti intrappolati in un mondo sottorraneo dove regnano e si intrecciano fuoco, acqua, strani liquidi e misteriose creature.
Sarà proprio il mix di questi elementi naturali a dare vita ai livelli, dove un fantastico level design ci guiderà e ci invoglierà ad andare avanti. Il tutto è governato da un'ottima fisica e da svariati attivatori e upgrade momentanei in grado di cambiare un po' le leggi fisiche di base.

Il gioco è rilassante, impegna la mente, ma anche i riflessi e la precisione del giocatore. Spesso sparare troppo può portare all'eliminazione delle persone da salvare, bisogna procedere con cautela e attenzione. PixelJunk Shooter è anche relativamente facile e purtroppo non ci vorrà molto per giungere al termine. Maggiore tempo e fatica invece saranno richiesti al giocatore se e quando deciderà di scoprire e raccogliere tutti i tesori, elemento essenziale questo anche per sbloccare la maggior parte dei trofei; personalmente ne ho sbloccati solo il 25% portando solamente a termine il gioco e scoprendo tutte le zone segrete.

Ho apprezzato molto lo stile grafico essenziale ma curato e particolare, l'audio così adatto che ci accompagnerà nella nostra missione principale.
Missione che ci vedrà impegnati in tre mondi dove un boss ci attenderà alla fine: ebbene credo che solo questi tre boss valgano il prezzo di questo gioco esclusiva del psn.

Soddisfattissimo, questo PixelJunk Shooter mi è proprio piaciuto...dall'inizio alla fine ed entra con merito nella mia personale classifica dei migliori titoli presenti sul psn di quest'anno.
[8.5/10]

martedì 22 dicembre 2009

Unche?


Un paio di pensieri, ma ne meriterebbe molti di più, su Uncharted 2: il covo dei ladri, il capolavoro uscito poco tempo fa su Ps3.
Giocato, finito e scandalosamente assente nel mio blog. Non riesco a stare dietro a tutto, ogni tanto mi piglia a scrivere, tanti ne finisco di vg ma non ce la faccio a buttare giù qualche riga su tutti ed eccomi quindi a parlare di un gioco finito da un pezzo ma...

Vabbè chiusa questa piccola parentesi, Uncharted 2 è un seguito che praticamente conferma, potenzia, migliora ed esalta tutto ciò che di buono c'era nel primo capitolo. Questo è semplicemente IL gioco d'avventura, riesce in una maniera così semplice nello scopo che si era prefissato e nel genere a cui appartiene che fa quasi impressione.
Motore grafico allucinante, al momento il migliore su console, senza se e senza ma. La resa grafica è imponente e non c'è un dettaglio che sia uno o la più piccola texture che sfigura nell'immensa opera tecnico/grafica che è Uncharted 2.
Qui funziona tutto: dal riuscitissimo protagonista alla storia, scritta e narrata con attenzione, tutto è messo al posto giusto come nei grandi colossal hollywoodiani.
Ogni volta che ho finito un Uncharted, non potevo fare a meno di pensare che questo è ciò che sarebbe dovuto essere Tomb Raider, scalzato ormai dalla vetta che difficilmente rivedrà Lara Croft, vista la qualità dei primi due capitoli dedicati al nostro eroe Nathan Drake.

Non contenti di un'avventura in single player che si rivelerà lunga, ampiamente soddisfacente e comunque impegnativa se giocata a livelli di difficoltà più elevati, i Naughty Dog hanno deciso di inserire una modalità multiplayer che, sebbene c'entri poco con un gioco del genere, funziona alla grande. Qui prenderemo il controllo dei vari protagonisti del gioco nei classici deathmatch, deathmatch a squadre, obiettivi ecc...in diverse mappe e con varie armi e abilità a disposizione. Vincendo le partite accumuleremo esperienza e denaro che ci permetterà di sbloccare poi abilità e potenziamenti, un po' come succede nei recenti Call of Duty.

Bello bello e ancora bello, il mix di avventura perfetto fatto di esplorazione, sparatorie, combattimenti e qualche semplice puzzle che non guasta mai...con un'intensità poi...non c'è un attimo di respiro e il giocatore sarà travolto da ogni tipo di eventi che lo trascineranno in giro per il mondo, esplorando posti meravigliosi.
Il prossimo passo per raggiungere la perfezione sarà forse l'inserimento di un maggiore libertà, soprattutto nella fase esplorativa e di avanzamento, laddove ora in Uncharted la strada per il traguardo è sempre una e ben visibile.
Ciò, mi rendo comunque conto che non è facile, soprattutto perchè mancando una regia e una direzioni precisa, si potrebbe arrivare inevitabilmente a dei cali di tensione e di azione che ora come ora proprio non esistono in questa saga.

Che altro dire...spero si sia capito che Uncharted 2 è un giocone, uno di quei titoli che non possono mancare nella collezione di ogni buon videogiocatore.
(9.5/10)

sabato 12 dicembre 2009

Il Ninja perfetto


Ninja Gaiden Sigma 2 è il ninja gaiden 2 perfetto.

Questa edizione, esclusiva Ps3 e riedizione di Ninja gaiden 2 uscito tempo fa su xbox 360, non è una semplice conversione ma un vero e proprio upgrade se vogliamo chiamarlo così. Notevole il lavoro dietro, atto a migliorare e bilanciare il gioco sotto ogni aspetto, a partire dal primo, forse quello più importante e che ha sempre tenuto i giocatori lontani da questo meraviglioso action game: la difficoltà.
Questa storica serie si è sempre distinta per l'elevatissimo livello di difficoltà e su Ps3 il gioco risulta decisamente più abbordabile, meno scorbutico e sgravato. Migliore è il bilanciamento, minore il danno di alcuni nemici e il risultato farà piacere a molti e ne risulta così un'avventura sempre impegnativa certo, ma sicuramente più alla portata di chiunque.
Gli altri cambiamenti maggiori riguardano l'inserimento di nuovi boss ma anche l'eliminazione di alcuni (per esempio è stato eliminato quell'orribile boss tipo vermone gigante nei tunnel sotterranei).
Nuove armi ma soprattutto nuovi personaggi giocabili: ben tre!
Tutti personaggi femminili molto ben dotati fisicamente, che, sebbene non raggiungano quel fascino che si ha utilizzando Ryu Hayabusa, riescono a trasmettere un bel feeling e a conti fatti sono aggiunte molto piacevoli, non solo per gli occhi, ma anche perchè mostrando stili, armi e combo differenti garantiscono un pizzico di varietà che non guasta mai.

Il gameplay, che ruota tutto attorno al combat system e a continui combattimenti, raramente infastiditi da enigmi , dialoghi, esplorazione e cutscene, non è cambiato per niente: quindi aspettatevi lunghe ed estenuanti battaglie che metteranno a dura prova le vostre capacità e i vostri riflessi: è qui che Ninja gaiden tira fuori il meglio di se: perchè un semplice gruppetto di 4 ninja di basso livello può darvi filo da torcere se sottovalutati, perchè i combattimenti sono sempre intensi, frenetici e veloci, capaci di generare un senso di soddisfazione e potenza ad ogni singolo attacco, perchè i boss sono tosti e enormi e perchè la varietà delle nostre armi a disposizione e le loro combo sono praticamente infinite...

Purtroppo Ninga Gaiden Sigma 2 è stato vittima di una pesante censura: dimenticatevi arti mozzati e sangue che imbrattava tutto lo stage e le armi di Ryu. Niente di grave ma...vedere Ryu agitare le sue affilate spade per pulirle dal sangue dei nemici dopo lunghi e sofferti scontri era una cosa talmente goduriosa e appagante che ora ogni volta ora ne sento la mancanza.

Io sono un Ninja Gaiden fanboy, siamo una razza in via di estinzione, prendete il mio voto con le pinze, il genere è particolare così come l'approccio che merita.
Per me è ancora il dio degli action-game, il combat system è inarrivabile ancora così come lo stile, il carisma e il fascino del protagonista.
Lunga vita a Ninja Gaiden, lunga vita al RE.
(9.5/10)

martedì 23 giugno 2009

Commando bionico?


A dispetto di quell'orribile demo multiplayer, Bionic Commando mi è piaciuto.
Mi trovo un po' in difficoltà nel descrivere questo titolo Capcom, vuoi perchè è particolarmente diverso dal solito, vuoi perchè le sessioni di gioco sono state altalenanti: vi capita mai di esaltare le qualità di un vg "ohhh che figata, giocone" e magari 10 minuti dopo sbadigliare dalla noia...prima ancora di essere presi da notevoli momenti di frustrazione?
Bionic Commando è stato tutto questo: alla guida dell'eroe di turno dovremo sfruttare il nostro braccio meccanico per avanzare tra i livelli, evitando le zone radioattive (se non altro qualcosa si dovevano inventare per limitare la libertà di azione e tenere il giocatore entro certi limiti) e mortali strapiombi, eliminando umani e robot qua e la.
Proprio il braccio bionico è il punto focale del gioco, capace di allungarsi ed aggrapparsi praticamente a qualsiasi cosa, ci permette di dondolare e arrampicarci quasi ovunque. Inoltre è una potente arma di offesa, sia nel corpo a corpo, sia lanciando oggetti pesanti o i nemici stessi.
Non è semplicissimo imparare ad usarlo, padronando l'oscillazione e il peso del nostro corpo, però dopo un po' il sistema (realizzato comunque veramente bene) è capace di regalarci parecchie soddisfazioni.
C'è una discreta varietà di armi ma sono decisamente secondarie in quanto la quantità di munizioni è veramente limitata.
Graficamente altalenante, Bionic Commando comunque offre degli scorci notevoli e sono proprio i paesaggi naturali che ho particolarmente apprezzato, mentre alcuni scorci cittadini e i loro interni sono abbastanza freddini...

Tra l'altro non sapevo proprio che aspettarmi da questo gioco, vuoi perchè non l'ho seguito minimamente, vuoi perchè la demo multiplayer mi aveva profondamente deluso...poi Bionic Commando è quel gioco particolare che piace o non piace, ed anche le recensioni sono il simbolo di questo effetto: raramente ho visto altri titoli prendere voti così diversi, dal classico 5 che ti stronca il gioco fino al 9 che grida al capolavoro.
A me è piaciuto e la mia "verità" sta nel mezzo, credo che Bionic Commando sia un ottimo titolo, che merita di essere giocato e che comunque richiede un po' di tempo per essere apprezzato, un gioco che offre ottimi momenti ma anche situazioni frustranti...perlomeno è qualcosa di diverso dal solito, uno schema di gioco a tratti originale e con una gameplay che in generale funziona abbastanza bene, nonostante offra il fianco a momenti di frustazione, noia e ripetitività.
Mi spiace infine che si sia rivelato un clamoroso flop commerciale: una recente news parlava di una quantità di copie vendute veramente bassisima.

(7.5/10)

venerdì 12 giugno 2009

InFamous


Mi è piaciuto InFamous. Non tanto per la lunga serie di missioni, abbastanza riuscite e varie, ma anche e soprattutto per la storia: la narrazione tramite vignette, il completo doppiaggio in italiano, lo stile e l'originalità del tutto...mi hanno preso dall'inizio alla fine e sebbene non abbia offerto chissà quale profondità, ho trovato la storia adulta e per niente scontata.
Quest' Infamous non lo volevo neanche prendere...dopo poche ore, il free-roaming in stile Gta e simili mi annoia, mentre quest'esclusiva Ps3 è riuscita nell'intento di tenermi incollato fino alla fine ed è stata una bella e lunga esperienza: sicuramente non mi sono bastate 15/20 ore di gioco per vedere il finale! Il bello è che la storia è comunque basata sulle nostre scelte durante le missioni che ci vedranno impegnati nella semplice scelta tra il bene o il male, tra il diventare un eroe o un infame; quindi, arrivati alla fine, potete rigiocarvelo solo per vedere come si svolgerà la storia prendendo decisioni completamente opposte. Il tutto è sviluppato in maniera abbastanza semplice ma non per questo spesso vi troverete a riflettere su quale sia la cosa più giusta per voi...
Missione dopo missione, Cole, il nostro eroe capace di gestire a 360 gradi l'elettricità a seguito di una strana esplosione in città, acquisirà numerosi poteri: bombe elettriche, scariche potenziate ecc...di certo la varietà non mancherà. Ogni tanto c'è qualcosa che si ripete, una meccanica di base che necessariamente emerge, ciò non è un problema tanto nella quest principale, quanto purtroppo nelle missioni secondarie, non utili ai fini del gioco certo, ma necessarie per guadagnare exp utile a potenziare le nostre abilità: ebbene queste si riveleranno ben presto ripetitive, noiose ed in generale decisamente poco ispirate.
Graficamente mi soddisfa: sebbene la realizzazione non faccia gridare al miracolo, lo stile e le animazioni sono ottime così come la grandezza della città, anche se forse i 3 quartieri che la compongono non si diversificano moltissimo.
I controlli sono praticamente perfetti nonostante però il nostro eroe tenda un po' troppo ad attaccarsi alle pareti...arrivati comunque alla fine avrete tanti di quei poteri che i tasti del pad vi sembreranno pochi!
Finito il gioco c'è la possibilità di continuare a giocare liberamente e completare così le cosette lasciate in sospeso, cercando magari di ottenere qualche trofeo extra.

Che altro dire...inFamous si è rivelato un titolo lungo, piacevole ed ispirato, col quale ho superato tranquillamente le 30 ore di gioco e non mi ha ancora stufato del tutto perchè sono molto curioso di vedere come si svolge la storia intraprendendo la via del bene.
(8.5/10)

venerdì 13 marzo 2009

I Guerrilla ce l'hanno fatta.


A due passi dal finale, tutti i dubbi che ho avuto durante la demo e nei primissimi istanti della versione completa sono stati spazzati via: Killzone 2 è un gran gioco.

Quattro anni di sviluppo spremono la ps3 come mai prima d'ora e il risultato è maestoso: graficamente, su console, è il meglio che si possa vedere. La maggior parte delle texture sono di qualità, le sezioni all'aperto si affacciano su spazi veramente ampi e l'illuminazione è veramente incredibile. Il frame rate viene messo alla frusta ma raramente perde un colpo, eppure spesso ci troviamo in mezzo a esplosioni mai così belle e realistiche, fumo a non finire e un'orgia di effetti particellari. Più di qualche volta mi sono chiesto come sia stato possibile raggiungere questo risultato su questa console che troppo spesso ha mostrato i suoi lati deboli e raramente qualcosa di massiccio. E' proprio l'impatto visivo nel complesso che stupisce: lo stile, i colori, le animazioni...praticamente ogni cosa denota una cura incredibile.

Il gameplay, nonostante non proponga niente di nuovo o rivoluzionario (ma mi chiedo se e come sia possibile al giorno d'oggi, soprattutto in un genere come quello degli fps) è assuefante: basta per capire quanto siano ben sviluppati e variegati gli scontri a fuoco. Per questo bisogna anche ringraziare l'ottimo lavoro svolto sul level design, una più che buona intelligenza artificiale dei nemici e un'ottima varietà e originalità delle nostre armi. Killzone 2 riesce a mantenere alta la tensione durante tutto il gioco e spesso la sensazione sarà quella di trovarsi nel mezzo di una vera e propria guerra, tra fumi ed esplosioni capaci di squarciare tutto il nostro campo visivo, mentre sotto di noi il terreno trema e la traballante visuale della nostra arma fatica a centrare il nemico: un bel godere.
L'impostazione comunque lenta e ragionata, un p0' tattica e forse anche simulativa, allontana Killzone 2 dalla massa di fps recentemente usciti e fa suo un sistema di coperture del quale raramente si sentirà la necessità a livello normal, ma sono sicuro che aumentando la difficoltà il tutto acquisterà un senso. Però già così, buttarsi nella mischia a mitra spianato significa morte prematura e riavvio dal più vicino checkpoint, sempre comunque ben sistemato.
Ciò che non mi convice è questa sensazione di imprecisione e macchinosità data soprattutto da questo pad che proprio mal si sposa con il genere. Inoltre, come se la scomodità del sixaxis non bastasse, i comandi in alcuni momenti sembrano anch'essi soffrire di una eccessiva lentezza e macchinosità, non so se sia comunque una cosa voluta dai programmatori, magari per dare quel senso di pesantezza alle armi che impugnamo...
E' discreta la varietà dei nemici, nonostante il loro design sia spesso troppo simile, avrei comunque preferito una maggiore diversificazione fisica e caratteriale. L'ia che li guida li rende capaci di trovare coperture, nascondersi e sparare rimanendo coperti ed anche lanciarsi a capofitto contro di noi. Le armi mi hanno proprio convinto: accanto ai classici mitra e fucili vari, non mancano cosette originali veramente sfiziose così come non mancherà qualche bel boss. La storia non riesce ad appassionare più del dovuto, relativamente semplice e lineare ma nel corso degli anni si è visto decisamente di peggio.

Questo ovviamente è tutto ciò che riguardo il single player, non ho ancora trovato modo di buttarmi online, questione di tempo soprattutto, ma anche a causa di Street Fighter IV che, grazie al multyplayer è diventato una droga.

Nonostante la media voti sul web sia notevolmente alta e nonostante il delirio che ha invaso i forum di mezzo mondo, ero molto scettico su quest'ultimo lavoro dei Guerrilla: il risultato però è dalla loro parte e questo Killzone 2, nonostante non inventi o rivoluzioni nulla, si pone di prepotenza come uno dei migliori fps di questa generazione. I dubbi sui piccoli difetti che avevo notato giocando la demo sono rimasti immutati ma nel complesso, questione del pad a parte, non scalfiscono il grandissimo lavoro che è stato fatto.

Se c'è qualcuno che aspettava questo gioco per (ri)comprare la ps3 e magari recuperare qualche esclusiva qua e là...credo che quel momento sia proprio arrivato.

Complimenti ai Guerrilla quindi, alla fine sono riusciti a tirare fuori il giocone che tutti stavamo aspettando.
(8.5/10)

domenica 11 gennaio 2009

La lunga battaglia contro i Chimera


Resistance 2 è un gran gioco...e lo dico dopo ore e ore passate tra single player, coop e deathmatch vari.


Il single ha subito diversi cambiamenti rispetto al primo episodio, ora si possono portare solo due armi e i chimera sono decisamente più agguerriti, incazzati e numerosi. Questo R2 è più sparacchino, non mancano mini fasi platform in stile Insomniac ma si spara...e tanto. L'assalto dei Chimera è imponente e stavolta hanno mandato numerosi boss sulla terra, di qualsiasi dimensione, alcuni veramente enormi! La campagna in single forse, rispetto al primo, è più corta e meno varia (scordatevi qualsiasi mezzo) ma di sicuro è più intensa e difficile.


Simpatica la coop, dove un massimo di 8 persone divise in 3 classi (medico, soldato, unità speciale) affrontano valanghe di chimera expando e salendo di livello, massarando qualsiasi cosa si muova sullo schermo e attivando/distruggendo interruttori qua e la. Sembra più un mmorpg che un fps per certi aspetti :D
Il bello è che bisogna avere un minimo di organizzazione, proteggendo gli amici con la barriera del soldato, curando e rianimando più velocemente col medico e rifornendo gli altri di munizioni qualora si usi l'unità speciale.
Il tutto funziona, niente di eccezionale anche perchè spesso ci si ritrova ad affrontare le stesse situazioni e per arrivare al livello massimo di una classe saranno necessarie ore e ore...chi vuole sbloccare il trofeo d'oro relativo è avvisato.

Anche il deathmatch funziona bene, fino a 60 persone possono sfidarsi a colpi di auger e bullseye, dove la forza di Resistance online è la sua varietà di armi che con le loro diverse abilità possono dare sfogo a decine di tattiche diverse. Anche qui un sistema di exp e livelli vi ricompenserà di varie abilità...

Credo di averci passato da poco la quarantina di ore...a meno di non avere una repulsione per gli fps merita veramente questo Resistance 2, bravi Insomiac!